Francobolli vaticani di ieri e di oggi

di Cristina Siccardi – 15 novembre 2017 Corrispondenza Romana

Sul portale della Cattedrale di Ognissanti di Wittenberg, Lutero affisse le sue 95 tesi contro la Chiesa di Roma, era il 31 ottobre del 1517: vigilia del giorno di tutti i Santi, quei Santi che egli rinnegò con protervia e crudeltà indicibili, così come abolì, con sistemi di stampo totalitario, ogni devozione a Maria Vergine.

Nel 1851, sul timpano di quel portale, venne collocato un mosaico, elementare (per sovvenire alle forme povere e popolari dell’arte luterana) opera di August von Kloeber. Sullo sfondo si profila la città di Wittenberg, mentre in primo piano è posto Cristo in Croce, alla sua destra e in ginocchio Martin Lutero, con la Bibbia tradotta in tedesco; alla sua sinistra e in ginocchio Filippo Melantone con la Confessio Augustana (prima esposizione ufficiale dei princìpi del Protestantesimo, redatta nel 1530 da Melantone stesso per essere presentata alla Dieta di Augusta).

Il cielo, tutto giallo (luce) è vuoto: senza popolazione celeste, neppure gli angeli sono presenti, perché nulla (né la Madonna, né i santi, né gli angeli, né la Chiesa) deve interposi nel rapporto diretto dell’uomo con Dio.

Questo mosaico è divenuto il soggetto del francobollo che le Poste vaticane hanno emesso il giorno di Ognissanti di quest’anno. Lutero, ammanigliato ai poteri politici della Germania, disseminò l’odio nei confronti della Chiesa di Roma e del Papa attraverso la circolazione di stampe satiriche ed allegoriche, caustiche e irriverenti, molto simili, nella provocazione scandalistica, a quelle proposte dal contemporaneo Charlie Hebdo, si pensi, per esempio, alle performance artistiche di Lucas Cranach il Vecchio, uno dei principali interpreti della scuola danubiana e della Riforma luterana nell’arte. Questo artista si stabilì a Wittenberg nel 1505, diventando pittore dell’elettore di Sassonia Federico, che lo rese nobile nel 1509; qui fece conoscenza di Martin Lutero, con il quale instaurò un legame di profonda intesa, anche professionale.

Passato alle idee riformate, Cranach partecipò alla creazione dell’iconografia protestante, rappresentando temi estrapolati dall’Antico e dal Nuovo Testamento. Dipinse anche numerosi ritratti e scene religiose che gli assicurarono la celebrità in tutta Europa e, a partire dal 1525, intensificò la sua produzione grazie all’aiuto dei figli Hans e Lucas, attivi nella bottega ormai celebre. Fu ancora lui ad illustrare con incisioni l’edizione della Bibbia tradotta da Lutero in tedesco, operazione effettuata in sfregio alla lingua ufficiale della Chiesa, il latino.

Le stampe anticattoliche non hanno nulla da invidiare alle vignette del giornale satirico francese dei nostri giorni o a certe ignobili scene di film autografati da Pier Paolo Pasolini. Si pensi, a titolo di prova, quella stampa dove viene rappresentato un asino in piedi, un po’ rettile, un po’ umano, un po’ gallinaceo, un po’ elefantoide…elevato al grado di Pontefice. Saranno proprio queste produzioni grafiche profanatorie, blasfeme, dissacranti a diffondere fra la gente il Luteranesimo, non certo le disquisizioni teologiche e politiche dell’eresiarca, flagello per la Chiesa e, quindi, per milioni di anime.

I Santi, la Vergine, gli Angeli vennero aboliti e al loro posto furono disseminati i ritratti di Lutero e della moglie Katharina von Bora (una delle figure più importanti della Rivoluzione protestante per il contributo che diede all’elaborazione del modello di matrimonio del clero e di famiglia), i cui prototipi, moltiplicati in numerosi esemplari, erano realizzati proprio da Cranach senior.

Se oggi le Poste Vaticane si fanno interpreti di una dissennata esaltazione della Rivoluzione luterana, il 20 febbraio 1946 diedero prova di ben altra commemorazione, ovvero una serie di francobolli per celebrare i 400 anni dall’apertura del Concilio di Trento (1545-1945), quell’Assise che condannò il Protestantesimo e diede le linee guida per la Controriforma.

Si tratta di 14 francobolli che riproducono i seguenti soggetti: la Cattedrale di San Vigilio di Trento; sant’Angela Merici (1474-1540, fondatrice della Compagnia di Sant’Orsola); sant’Antonio Maria Zaccaria (1502-1539, fondatore della Congregazione dei Chierici Regolari di San Paolo, meglio noti col nome di Barnabiti); sant’Ignazio di Loyola (1491-1556, fondatore della Compagnia di Gesù); san Gaetano da Thiene (1480-1547, fondatore dell’Ordine dei Chierici regolari teatini); san Giovanni Fisher (1469-1535, accusato di lesa maestà da Enrico VIII per la sua opposizione all’annullamento del matrimonio con Caterina d’Aragona); Cardinale Cristoforo Madruzzo (1512-1578, Principe Vescovo di Trento); Cardinale Reginald Pole (1500-1558, Arcivescovo inglese, fra i maggiori protagonisti dell’età della Controriforma); Cardinale Giovanni Maria Ciocchi del Monte (1487-1555, eletto Pontefice con il nome di Giulio III il 7 febbraio 1550); Cardinale Marcello Cervini degli Spannocchi (1501-1555, eletto Papa per acclamazione il 9 aprile 1555 con il nome di Marcello II); Cardinale Gasparo Contarini (1483-1542); Cardinale Gian Matteo Giberti (1495-1543); l’Imperatore del Sacro Romano Impero Carlo V d’Asburgo (1500-1558); Papa Paolo III (1468-1549, eletto Pontefice il 13 ottobre 1534; autorizzò la fondazione della Compagnia di Gesù e convocò il Concilio di Trento). Con questi bolli si volle fare preziosa memoria del tempo in cui la Chiesa lottò tenacemente e con mezzi efficaci per difendere la Fede e la salvezza delle anime, di cui la Chiesa è Santa custode.

I “cattivi” e gli stati di peccato hanno sempre maggior appeal sull’opinione pubblica, è per questo che drammaturgia, letteratura, cinematografia, media in genere catturano l’attenzione, il più delle volte, proprio con protagonisti o situazioni al negativo. È quello che sta facendo la Chiesa contemporanea: eleva il peccato a positività, rapita dal giudizio del mondo globalista e relativista, e dimentica del giudizio divino.

Lutero fu un sostenitore del peccato: grazia e salvezza arrivano, anche senza pentimento, basta la fede. Ed ecco che il nemico di Cristo e della cattolicità viene portato in palmo di mano: è lo stesso Papa Francesco ad aver sdoganato Lutero, sostenendo, in sintesi, che il contributo del Luteranesimo è stato quello di aver liberato l’uomo dal peso di una tradizione religiosa e culturale superata.

Tuttavia, rimanendo in tema iconografico, a differenza del francobollo neo-emanato, il pittore Giovanni Gasparro ha recentemente proposto un’opera (olio su tela, 220×160 cm) tanto bella, figurativamente parlando, quanto spiritualmente e dottrinalmente forte, dal titolo San Pio V e San Carlo Borromeo difendono il Cattolicesimo dall’Islam e dall’eresia protestante, dove Lutero- definito «accecato eresiarca» da san Giovanni Bosco (come ricorda Camillo Langone su «il Foglio»   http://www.ilfoglio.it/preghiera/2017/11/04/news/invocazione-a-san-carlo-borromeo-161439/) –, che fece scempio della Santa Messa, dei Sacramenti, del celibato del clero, del matrimonio (escludendo l’indissolubilità), della figura del Sommo Pontefice…

di tutta la Sposa di Cristo, viene raffigurato ringhiante, come un ossesso, in preda ad una folle corsa in sella ad un maiale: non certo a caso i suoi coevi lo definivano Porcus Saxoniae, a motivo della sua corrotta e lussuriosa vita, privata e pubblica.